Questo sito usa cookies tecnici e cookies di terze parti per la raccolta in forma aggregata e anonima di dati che aiutano la Provincia di Alessandria a migliorare la fruibilità dei contenuti. Proseguendo la navigazione del sito, effettuando uno scroll della pagina o clickando il bottone Accetta, acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni consultare la voce Informativa cookies
Mercoledì 13 Novembre 2019
Salta i link dei menu
Versioni alternative: Solo testo - Alta visibilità
     Mappa del sito
Home Frecce Eventi

Giornata della Memoria 2011

Autore: Amministratore.
Data prima pubblicazione: Lunedì, 17 Gennaio 2011, Ore: 11:09:15
Data ultima modifica: Venerdì, 21 Gennaio 2011, Ore: 12:51:15
Data inizio: 17-01-2011
Data fine: 27-01-2011
Sede: Varie
Località: Provincia di Alessandria
Descrizione:
Un tema diverso ogni anno, a segnare gli incontri promossi per una manifestazione della coscienza come sa essere il “Giorno della Memoria”.
Come consuetudine, la Provincia di Alessandria celebra questa importante ricorrenza mettendo in campo una serie di iniziative affinché non venga mai meno il ricordo del più grande crimine subito dalla vita nel corso della storia.
Per il “Giorno della Memoria 2011” la Presidenza e la Vicepresidenza – Assessorato alla Cultura della Provincia hanno proposto, con il coordinamento di Gian Piero Armano (già docente di Materie Letterarie presso gli Istituti Scolastici di Secondo Grado), un progetto di conoscenza per le classi 4^ e 5^ degli Istituti Superiori incentrato su “Le religioni nei Lager”.
“Si tratta di un argomento poco conosciuto e poco indagato dal punto di vista storiografico – aveva illustrato nello scorso ottobre Gian Piero Armano – limitato all’attenzione di ciò che è avvenuto a danno delle confessioni religiose numericamente più importanti, trascurando le conseguenze negative che hanno coinvolto anche le altre esperienze religiose che, seppur ridotte nel numero, hanno pagato a caro prezzo la vita nei Lager”.
L’argomento proposto ha presentato un aspetto singolare della deportazione che chiama in causa specificatamente profonde lacerazioni nella coscienza religiosa di molte persone e mette a confronto le drammatiche esperienze dei deportati, insieme al modo di vivere e di sentire i valori religiosi. Nell’esperienza dei Lager rivelatasi come un’apocalisse dell’umanità, forse il concetto di Dio non poteva essere più lo stesso nella coscienza di coloro che vivono e testimoniano, per vocazione, un messaggio di fede e di speranza.
Il poeta ebreo Yitzhack Katzenelson testimonia questo aspetto nella poesia “Ai cieli”, quando dice “... Cieli, ditemi perchè, perchè!... O cieli vuoti e abbandonati, cieli senza vita come un vasto deserto, io ho perso in voi il mio unico Dio... No, non c'è Dio in voi, cieli!...”. Il poeta non considera i cieli intermediari, ma mendaci e ingannatori e si ribella con violenza “... Ma voi cieli, voi dall'alto avete visto tutto e non siete crollati dalla vergogna!... Basta, non voglio più guardarvi, non voglio più vedervi... Così svanisce la mia speranza, così sfuma il mio sogno!”.
Per altre persone internate la malvagità dell’esperienza fece maturare una forte sensibilità religiosa a tal punto da smuovere la coscienza, come nel caso di Etty Hillesum, che annota nel suo “Diario 1941-1943” queste parole: “Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi... Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l'oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani... Cercherò di aiutarti affinchè tu non venga distrutto dentro di me... Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L'unica cosa che possiamo salvare di questi tempi... è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini”.
“Tutto quello che è in nostro potere fare per recuperare anche il più piccolo o ancora sconosciuto racconto di quella che è stata la tragedia dell’umanità – intervengono ancora il Presidente della Provincia, Paolo Filippi, e la Vicepresidente Maria Rita Rossa – lo facciamo. In tutti questi anni, la Provincia di Alessandria ha guardato al recupero della memoria con priorità. Siamo convinti che ai giovani spetti il più grande dei loro doveri: la salvaguardia del passato, ma soprattutto la luce sugli eventi, il rispetto eterno del dolore, la consapevolezza della storia, a maggior ragione nel suo totale stravolgimento. Ogni anno ci dedichiamo ad un tema diverso, tesi a ricomporre questo difficile ed imprescindibile mosaico”.
A supporto degli studenti delle classi impegnate nel progetto erano state coinvolte le competenze del professor Andrea Villa dell’Università di Salerno e di Carlo Greppi dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza di Torino.
Tra le altre iniziative in programma, ormai prossime, di particolare rilievo, dopo il dialogo sul tema “Le Religioni e la Shoah”, previsto per giovedì 20 gennaio, dalle ore 19.00, presso l’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria, la prima italiana (secondo giorno dopo l’appuntamento di Roma) del concerto “Missa Dachoviensis” e “8 Pezzi per il Libro di Fullen” prevista per domenica 23 gennaio, alle ore 21.00, nella Cattedrale di Alessandria, sotto l’egida di S. E. il Vescovo di Alessandria, con la cura dell’Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria Barletta e con la direzione di Francesco Lotoro.
Si tratta di composizioni datate 1944, rispettivamente, del monaco tedesco Theodor Schwake e dell’ufficiale italiano Pietro Feletti, entrambe prova di musica religiosa scritta da deportati, fulgidi esempi di oppositori al nazifascismo.
Lunedì 24 gennaio, alle ore 21.30, al “Four Bears Pub” di via Mazzini ad Alessandria, verrà proiettato il film “Pizza ad Auschwitz”.
Senza dimenticare l’appuntamento vero e proprio del 27 gennaio, “Giorno della Memoria”, alle 9.30, davanti alla Sinagoga di Alessandria, per commemorare, insieme ai rappresentanti e ai fedeli di tutte le confessioni religiose, gli ebrei alessandrini deceduti nel lager nazifascisti, che si concluderà con il corteo diretto al “Carro dei Deportati” nel piazzale dei Deportati Ebrei.
Documenti
Icona immagine Locandina (file jpg 399.89 kb scaricato 4 volte)
Icona pdf Manifesto (file pdf 1.47 Mb scaricato 8 volte)
Icona pdf Programma di sala concerto del 23 gennaio 2010 (file pdf 49.27 kb scaricato 13 volte)