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Klosmatos - Forme e strutture filoplastiche di Marco Almaviva

Autore: Amministratore.
Data prima pubblicazione: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 12:46:31
Data ultima modifica: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 12:46:31
Descrizione:
Locandina evento
La galleria espositiva di Palazzo Guasco è curata dall’Assessorato alla Cultura con lo scopo di valorizzare artisti del territorio e di divulgare, tramite le proprie iniziative, figure e tematiche culturali di rilievo.

L'Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria inaugurerà giovedì 26 giugno 2003 alle ore 18.00 presso la Galleria "Carlo Carrà" di Palazzo Guasco - Via Guasco, 49 Alessandria la mostra "Klosmatos" forme e strutture filoplastiche di Marco Almaviva

La mostra in esposizione dal 26 giugno al 20 luglio 2003

osserverà il seguente orario di apertura al pubblico :

aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
chiuso tutti i lunedì mattina

in collaborazione con la sezione di Alessandria di Italia Nostra

Ingresso libero

Per informazioni:

Provincia di Alessandria
Assessorato Cultura
Palazzo Guasco Via dei Guasco 49 - Alessandria
Tel. 0131/304004-006
Fax 0131/304028
Email: cultura@provincia.alessandria.it
 
Marco Almaviva, a cui la nostra provincia ha dato i natali, è nato a Novi Ligure e per trent'anni è vissuto al confine tra Piemonte e Liguria, prima di spiccare il volo a Milano, per poi rientrare a Genova e, infine, risiedere in Toscana, dove attualmente vive e porta avanti con successo la sua poetica.

Con questa mostra nella Galleria d'Arte "Carlo Carrà" di Palazzo Guasco, l'artista intende ricondursi visceralmente al territorio d'origine per riportare sulla strada dell'affettività il proprio lavoro, che crede possa avere nel ritrovato contenitore la giusta e degna collocazione del primigenio accostamento al valore dell'arte, quando giovanissimo, lo sentì forte e subito l'opera sua gli diede ragione.

La Filoplastica, questa esecuzione pittorica infinitamente minuta come infinitivamente piccole sono le particelle della materia, svolge il discorso della luce e del colore, prendendo ogni distanza dal riferimento alla forma finita delle cose, alla loro determinazione concettuale, per rendere indefinito lo sguardo dell'artista, che si riappropria di un nucleo vergine d'intuizione metafisica mai disgiunta dalla volontà d'indagine del mistero dell'esistente, pur riconoscendone la impenetrabilità.

Tutta la vita delle Avanguardie del Novecento, ardita, dissacrante e complessa, è attraversata da Marco Almaviva che ne ha vissuto gli stimoli, gli ideali e gli obiettivi, ma che non sempre ne ha condiviso gli atteggiamenti preferendo l'insidia sottile del dubbio personale piuttosto che la plateale protesta del credo comune.