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Progetto RAP Richiedenti Asilo e Protezione Internazionale

Report Semestrale

 

Il Progetto RAP, avviato nel settembre 2016 dalla Provincia di Alessandria e dalla Città Metropolitana di Torino, è giunto al compimento del primo semestre di attività.

Il raggiungimento della metà del percorso delineato per il progetto, che oltre agli obiettivi generali e specifici del medesimo sostanzia anche un Progetto di Servizio Civile Volontario Nazionale, costituisce l’occasione per fare una ricognizione di quanto fatto sino a qui, anche in relazione agli obiettivi iniziali, e per delineare quali saranno, sempre in rapporto agli obiettivi iniziali, i passi successivi sui quali proseguirà la progettualità. Il raggiungimento dei sei mesi di attività è altresì l’occasione per dare pubblicazione a quanto posto in essere sino ad ora attraverso questo stesso sito internet, elaborato dai Volontari di Servizio Civile per offrire “informazioni e supporto […] alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di accoglienza e integrazione”, per dar vita ad ulteriori “contatti per una collaborazione volta al miglioramento delle strategie e delle procedure di comunicazione alla popolazione locale” e più in generale per “diffondere le modalità concrete di integrazione”.

Contatti e incontri

La fase dedicata ai contatti e agli incontri preliminari è stata preceduta dalla rilevazione, raccolta ed elaborazione dei dati disponili in materia di asilo e protezione internazionale. A questa è seguita una prima fase di contatti telefonici con alcuni comuni risultata però scarsamente proficua a causa della farraginosità delle procedure, non codificate, con le quali gli enti si interfacciano tra loro nei casi in cui la relazione avvenga tra l’ufficio di un ente e quello di un altro nel tentativo di mettersi in contatto con un organo politico. Nel caso specifico i sindaci.

La scarsa efficacia dei contatti telefonici che avrebbero permesso un’interazione diretta tra i volontari del Servizio Civile Nazionale in forza al progetto RAP e i sindaci dei comuni della provincia alessandrina, ha comportato un cambiamento di strategie concretizzatosi nell’invio attraverso posta elettronica certificata (PEC) di una mail contenente le informazioni relative al progetto RAP, gli obiettivi di quest’ultimo e, in allegato, una lettera di accompagnamento e un questionario volto a reperire informazioni circa le conoscenze dei sindaci (o degli assessori o dei funzionari delegati) in materia di accoglienza di stranieri richiedenti asilo, gli interventi in essere nei singoli comuni e le modalità di attuazione, la percezione degli intervistati circa la qualità degli interventi e l’eventuale disponibilità a prendere parte ad approfondimenti o a progetti connessi alla gestione di richiedenti asilo e rifugiati.

Il questionario RAP dianzi descritto, è stato inviato ai comuni in data 23 gennaio 2017 indicando come termine per la restituzione 15 giorni dalla ricezione. A causa della scarsità di risposte, in data 24 febbraio il questionario è stato reinviato per mezzo di posta elettronica ordinaria ai soli comuni centri-zona e poi, in data 13 marzo 2017, a tutti i comuni che sino a quella data non avevano ancora risposto.

Sui 190 comuni della provincia di Alessandria, attualmente, hanno risposto al questionario loro inviato 34 comuni di cui 4 tra i 10 comuni con più di 5.000 abitanti.

Ai contatti istituzionali con i comuni, nel primo semestre del progetto si è parimenti dato luogo ai contatti con la Cooperativa Crescere Insieme con la quale si è instaurata una collaborazione proficua sia in termini di conoscenza del lavoro fattivamente svolto nell’ambito dei progetti SPRAR sia relativamente alle buone prassi presenti a livello locale nell’ambito dell’integrazione.   

Elaborazione del questionario

Il questionario elaborato per rilevare conoscenze, disponibilità, esigenze e criticità esistenti nei comuni alessandrini e denominato Questionario RAP è stato sviluppato su un totale di 21 domande divise in 9 sezioni così composte:

Sezione C1: Valutazione della percezione sul fenomeno migratorio
             
Sezioni C2 e C3: Valutazione del ruolo svolto dalle Istituzioni (Unione Europea, Ministero dell’Interno, Prefettura)

Sezioni C4-5-6: Conoscenza delle modalità di gestione di richiedenti asilo e rifugiati, con particolare riferimento alle reti CAS e SPRAR

Sezioni D e D1 ed E: Coinvolgimento del Comune in interventi di gestione di richiedenti asilo e rifugiati

Sezione F e seguenti: Indagine sulla rete CAS (ove presente)

Sezione G e seguenti: Indagine sulla rete SPRAR (ove presente)

Sezione H: Indagine sulla conoscenza dei servizi offerti da organizzazioni eventualmente coinvolte nella gestione delle persone ospitate dal Comune

Sezione I: Valutazione del lavoro svolto da organizzazioni eventualmente coinvolte nel Comune per la gestione di richiedenti asilo e rifugiati

Sezioni L e M: Disponibilità del Comune a vedere mutato o incrementato il proprio ruolo nell’accoglienza

Risultati preliminari

I risultati sin qui ottenuti, ancorché non permettano di poter dar corso ad analisi di tipo statistico sul fenomeno indagato, sono comunque validi e possono essere utilizzate come “caso particolare del possibile” utile per avere un quadro della percezione e dell’interesse dei comuni che hanno (o non hanno) preso parte all’indagine. In questo senso peraltro è possibile considerare la mancata partecipazione all’indagine, che si ritiene sia stata opportunamente descritta nelle sue caratteristiche e nei suoi obiettivi – ovvero quelli di incrementare e diffondere la conoscenza sulla gestione dei fenomeni migratori aumentando, se possibile, l’accoglienza di tipo non emergenziale attraverso l’ampliamento della rete SPRAR diffondendo parimenti le buone pratiche presenti in provincia di Alessandria, come un indicatore in sé della limitata attenzione che i comuni della provincia alessandrina prestano al fenomeno migratorio o, in alternativa, come un indicatore della scarsa considerazione che i comuni hanno dell’ente Provincia in questi anni vessato da un eccesso di tentativi di riforma di fatto tramutatisi in un mero svuotamento delle capacità d’intervento e forse della credibilità dell’ente.

Indipendentemente dalle considerazioni qui delineate, i risultati sin qui emersi indicano una diffusa percezione del fenomeno migratorio come  “un problema gestibile” (sezione C1).

Le istituzioni considerate per la valutazione del ruolo svolto da queste nella gestione dei fenomeni migratori (Unione Europea, Ministero dell’Interno, Prefettura) negli ultimi sei e dodici mesi, vedono una valutazione quasi sempre uguale nei due periodi con un esito spesso considerato insufficiente per l’intervento UE, spesso scarsamente sufficiente per il Ministero e quasi sempre sufficiente o più che sufficiente per la Prefettura (sezioni C2 e C3).

Relativamente alla conoscenza delle modalità di gestione, con particolare riferimento alle reti CAS e SPRAR (sezioni C4-5-6), questa risulta talvolta lacunosa, con picchi di conoscenza dichiarata talvolta elevati, ma con casi particolari nei quali a fronte della presenza di interventi afferenti in particolare alla rete CAS, i rispondenti al questionario non sembrano conoscere o quantomeno identificare gli interventi, almeno nominalmente, con la rete stessa.

Le risposte alle sezioni D, D1, E, F, G, H, I risultano invece, ovviamente, molto variabili a seconda delle singole esperienze esperite dagli enti.

Rispetto infine alla disponibilità a modifiche o incrementi degli interventi di gestione e accoglienza da parte dei comuni (sezioni L e M) esse risultano molto mutevoli in relazione all’influenza che più variabili, da quelle più di carattere politico ideologico a quelle più marcatamente legate alle singole esperienze di gestione, hanno avuto ed hanno sulle disponibilità dei singoli enti.

Interventi e prospettive per il secondo semestre di progetto

Alla luce delle informazioni reperite sin qui e della mappatura elaborata a partire dal primo trimestre di lavoro, nei prossimi mesi si provvederà a ricontattare i comuni risultati maggiormente disponibili rispetto alla partecipazione alla gestione dei fenomeni migratori per illustrare loro le caratteristiche della rete SPRAR e tentare di coinvolgerli nella partecipazione a quest’ultima.

Si proseguiranno parimenti i contatti e gli incontri con la Cooperativa Crescere Insieme, e con altre Cooperative presenti sul territorio, per individuare e delineare con maggiore puntualità le buone prassi  per l’integrazione presenti in provincia e darne la massima pubblicità tra gli enti e tra i cittadini.

Parimenti si procederà ad organizzare gli incontri, gli appuntamenti e i documenti previsti dal progetto iniziale.