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SPRAR e CAS

 

I flussi migratori che hanno coinvolto il Paese negli ultimi anni sono stati gestiti a livello territoriale attraverso due istituti principali: CAS e SPRAR.

Due acronimi che identificano rispettivamente i Centri di Accoglienza Straordinaria e il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

I primi sono l’insieme di centri sorti a partire da bandi pubblici emessi dalle Prefetture e rivolte a Organizzazioni del terzo settore. Si tratta di un sistema gestito dunque dalle Prefetture e da Organizzazioni di tipo privatistico senza il diretto coinvolgimento delle amministrazioni locali.

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), identifica invece la rete degli enti locali coordinata da un Servizio centrale, che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo e che attuano i loro interventi in collaborazione con realtà del terzo settore.

Il principale obiettivo dello SPRAR è quello consentire a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale di avviare percorsi di inserimento socio-economico in vista della (ri)conquista della propria autonomia. A questo primo obiettivo si aggiunge quello di realizzare tali percorsi in maniera sostenibile e con un forte protagonismo dei singoli contesti territoriali.

Gli interventi di accoglienza integrata realizzati dalla rete dello SPRAR forniscono ai richiedenti asilo e ai rifugiati servizi e strumenti eterogenei: vitto e alloggio, servizi alla persona (assistenza socio-sanitaria, inserimento scolastico, apprendimento della lingua italiana, orientamento al territorio e ai suoi servizi), orientamento legale, percorsi individuali di inserimento socio-economico.    

Se nell’ambito dei progetti SPRAR i richiedenti asilo e i rifugiati sono i principali beneficiari delle azioni poste in essere, i Comuni sono i veri protagonisti del progetto.

Gli enti locali che decidono di prendere parte ad un progetto afferente alla rete SPRAR, infatti, hanno una maggior autonomia di gestione della prensenza dei richiedenti asilo e rifugiati sul proprio territorio, grazie a una collaborazione attiva tra Comune, Prefettura e terzo settore, e l’opportunità di rivitalizzare e/o far crescere i propri borghi e quartieri sia sul piano strutturale sia su quello culturale, lavorativo e dello sviluppo di imprese.

I Comuni aderenti alla Rete hanno, inoltre, notevoli agevolazioni sul piano economico; il Ministero dell’Interno, infatti, eroga il 95% delle risorse economiche necessarie per la realizzazione delle misure di accoglienza, lasciando un esiguo 5% di cofinanziamento all’Ente Locale, che potrà decidere se liquidarlo in denaro o semplicemente con la valorizzazione di beni, servizi, personale.

Oltre a tutto questo, i Comuni che scelgono di dar vita ad un progetto SPRAR beneficeranno in ogni fase di supporto, assistenza e monitoraggio da parte del Servizio Centrale.

Per i Comuni aderenti alla rete SPRAR si prospetta inoltre il diritto ai benefici della Clausola di Salvaguardia prevista dalla nuova direttiva del Ministero dell’Interno dell’11 Ottobre 2016, in base alla quale questi saranno esonerati dall’ attivazione di ulteriori forme di accoglienza.

Attraverso la rete SPRAR i Comuni possono realizzare (fino a) 3 tipologie di Progetto: Ordinario, di Assistenza Sanitaria/Sociale, per Minori.

I Progetti Ordinari, quelli maggiormente attivati, sono rivolti all’accoglienza di nuclei familiari, anche monoparentali, e di singoli/e.

I Progetti di Assistenza Sanitaria/Sociale sono rivolti invece alle persone che necessitano di cure prolungate sia di natura fisica che psicologica.

I Progetto per i Minori, infine, sono rivolti a minori stranieri non accompagnati.

Possono aderire alla rete SPRAR tutti gli Enti Locali, che non siano già titolari di SPRAR. Anche questi ultimi possono peraltro scegliere di dar vita a nuove forme di accoglienza a condizione che scelgano una tipologia diversa di progetto rispetto a quello già in corso.

Oltre ad una modalità di adesione per i singoli comuni è inoltre prevista la possibilità per questi ultimi di aderire in modalità associata, creando un partenariato tra enti locali.

Per iscriversi alla rete SPRAR non c’è nessun termine di presentazione delle domande.

Esse verranno infatti prese in esame durante tutto l’anno; quelle pervenute entro il 31 dicembre saranno valutate entro il 1 luglio, quelle pervenute entro il 30 settembre saranno valutate entro il 1 gennaio dell’anno successivo.

Per aderire, la domanda potrà essere presentata tramite il sito internet:

https://fnasilo.dlci.interno.it/sprar